I miei viaggi mattutini in metropolitana mi fanno pensare di avere fatto qualcosa di male in una vita passata. Questo sferragliare assordante, accompagnato da visi stanchi sul fare dell'alba unito ad una promiscuità forzata non sono certo il modo giusto per iniziare una giornata lavorativa... ma tant'è, sono costretta da cause di forza maggiore. Quando esco dalla metro, sgomitando per trovare la via... ogni santa mattina ore 9.18 circa sgancio 1,65 euro per un caffè macchiato con dietor tarocco e brioche scongelata nel forno a 200 gradi al cioccolato. Grasso puro, ma in qualche modo devo tirarmi su il morale... Gesti meccanici, passo veloce, un sorriso incerto, forse finto?
Sandro si sbraccia per salutarmi, ogni santo giorno che dio ha creato. Possibile che mi veda sempre anche se sono nascosta sotto una mantella di tela cerata nero pece? Da 13 anni gestisce due piccoli spazi che vendono fiori colarati, in Cordusio. E' abbronzato anche a Gennaio, non ha mai le occhiaie anche se si alza ogni mattina alle 4 e io mi domando perchè io sembro Casper e mi spalmo chilate di fondotinta e di correttore sotto gli occhi per non sembrare semi deceduta. Mi urla 'Ciao, bella mia!'... faccio ciao con la mano mentre sto già attraversando la strada cercando di non incastrare un tacco nel pavè (quelle 4 volte l'anno in cui li metto per fare la donna in carriera che non sono).
E via... verso la mia giornata lavorativa. Lavoro con i libri, con le parole che si rincorrono, con aspiranti autori che vomitano parole per non sentirsi inutili. Ogni tanto qualcosa di bello arriva... ma... temo che le persone debbano semplicemente trovare un modo per esprimere se stessi... per dire al mondo 'Esisto anche io, non dimenticatemi...' un po' come faceva il Renatone nazionale con i suoi sorcini.
Libri, libri, libri...
Nella mia borsa al momento si nasconde Una cosa da nulla di Mark Haddon, splendido spaccato di paranoia famigliare talmente vero che i personaggi escono dalle pagine per sedersi accanto a me.
Anche per oggi mi sentirò meno sola in mezzo al delirio di voci narranti che popolano il dove che esiste anche sotto i tombini.